Storia Geografica

La dislocazione geografica  dell’ azienda e la storia

L’ azienda si trova a Penne (PE), ma ha terreni anche in Collecorvino e Moscufo  quindi su altitudini che vanno dai 250 fino ai 450 mt sul livello del mare. Il territorio osservandolo dall’ adriatico è incastonato tra le colline che dal mare si alzano progressivamente verso l’ appennino centrale. Penne il capoluogo vestino, preesistente a Roma e con ritrovamenti che testimoniano la presenza etrusca in area, si staglia adagiata su quattro colline che se osservate dal mare risultano al centro tra la Maiella a sud e il Gran Sasso a nord. Dal centro urbano del capoluogo (434 m sul livello del mare) con 30 km di macchina ci si trova o sulle rive del mare adriatico(puntando ad est) o sull’ altopiano di campo imperatore(puntando ad ovest) ossia intorno ai 2000mt. Su queste colline perennemente ventilate  l’ olivicoltura è stata presente da sempre infatti  dal museo archeologico della cittadina stessa appuriamo che la produzione e commercio di olio e vino nella città di Penne erano fiorenti gia dal II sec. a.C. e che insediamenti agricoli in età repubblicana e imperiale esistevano proprio presso i nostri possedimenti in contrada Planoianni ( masseria De Fabritiis –poi acquisita dalla nostra famiglia nei primi anni “60) con testimonianza di resti di costruzioni in fango e paglia per le abitazioni degli schiavi dediti alle coltivazioni degli ulivi , resti ancora presenti agli inizi degli anni 70 proprio nell’ area in cui adesso è posto il nostro frantoio. Anche il nome dialettale della zona “lu paradise dill’iiasini” sembra discendere dal latino “Paradisiacae – Asinii” ossia gli orti degli Asinii gens nobile romana, testimoniando al contempo la destinazione dei luoghi. Molto probabilmente in questi luoghi l’ ulivo è stato sempre presente tanto è vocata questa terra per questa coltura che è difficile persino immaginare questo territorio senza l’ albero della pace . Anche il frantoio presso la stessa masseria è esistito fino alla metà degli anni “ 50. Un frantoio in quei tempi girato dalla forza animale del generoso asino, e fu trasferito dal precedente proprietario in zona Baricelle per sfruttare l’ elettricità che in quei tempi non ancora raggiungeva tutte le zone rurali della cittadina. A testimonianza di ciò la vecchia macina girata dall’ asinello è ancora presente nell’ aia della masseria. Pertanto dal 2009 il frantoio in versione molto più moderna è tornato in un luogo in cui era stato lungamente presente. Durante il medioevo Penne storica sede vescovile (tuttora la diocesi ufficiale è Penne-Pescara) diventa il centro dei movimenti monastici dell’ area, sorgono cosi conventi maschili e femminili dei vari ordini e proprio questi conventi, soprattutto cistercensi prima e francescani dopo, sono il centro del mantenimento e sviluppo dell’ olivicoltura. Forse a cavallo tra la fine del medio evo e il rinascimento comincia a prendere piede nella zona la varietà DRITTA affiancandosi e piano piano soppiantando la più antica CASTIGLIONESE che è rimasta la varietà principe della confinante area del basso teramano segnatamente nelle zone di Castiglione M.R.

La dritta diventa quindi la cultivar principale dell’ area vestina, fino a rappresentare nella zona Penne-Loreto Aprutino- Moscufo- Pianella- Collecorvino-Città S.Angelo l’ 80% del patrimonio olivicolo locale.

Curiosa anche la disputa sul nome e l’ origine della varietà infatti essa a Penne si chiama la “pinnose” a Loreto la “lordana” a Moscufo la “moscufese” ma sempre dritta è!

Resta di fatto che la sua “gemella” la San Felice  si trova in un areale Umbro forse per effetto tra un interscambio tra conventi francescani.

La dritta rappresenta anche la varietà principe del CONSORZIO DOP APRUTINO PESCARESE, insieme alla Toccolana (altra varietà prettamente autoctona del comprensorio causariense) e al Leccino (varietà internazionale che copre le zone delle vallate dei fiumi in cui non attecchiscono le altre due cultivar) che devono garantire, secondo il disciplinare, l’ 80% (singolarmente, a coppia o tutte insieme) della componente totale dell’ olio certificato.

Il comprensorio DOP suddetto si identifica quasi totalmente con la provincia di Pescara, restano fuori le zone prettamente montane in cui l’ olivo non è presente, quindi è comprensibile che la dritta, fortemente insediata nei comuni più vocati della zona, fa la parte del leone all’ interno del consorzio stesso.

Tuttavia nella nostra area sono significative le presenze di altre cultivar storiche dell’ Abruzzo come la già citata e storica CASTIGLIONESE, molto apprezzata e rispettata è la CARPINETANA, che prende il nome dal paese di Carpineto della Nora  situato sull’ alta valle del torrente stesso è nota per la presenza delle abbazie Cistercensi a cavallo del I millennio. Sempre ai cistercensi si deve far risalire la più rara (e particolarmente interessante) POSOLELLA usata soprattutto come impollinatore nello stesso areale. La quasi omonima POSOLA invece si trova un po’ più a valle seguendo lo stesso fiumiciattolo nella zona di Alanno prendendo anche il nome di “alannese”. La cultivar da tavola forse più antica della zona è il CUCCO nota anche come “tunnella” o “francavillese”, essa è stata nel tempo soppiantata, soprattutto verso le alture dall’ INTOSSO, che tuttavia è più peculiare del chietino, ma soprattutto dall’ ASCOLANA TENERA. Accanto a queste sono arrivate nel tempo da altre zone o  regioni altre varietà alcune già da tempo come la CARBONCELLA, il FRANTOIO, LA GENTILE DELL’ AQUILA, GENTILE DI CHIETI altre invece introdotte solo di recente come : LECCIO DEL CORNO, MAURINO, PENDOLINO, PICHOLINE, MORAIOLO, PERANZANA, CORATINA. Tutte si sono ambientate benissimo in questo territorio particolarmente propenso alla pianta dell’ ulivo.